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Stavo pensando che...

Vorrei venisse fatto un monumento alla mente malata di Carlo Denei. Carlo Denei, per chi non lo conoscesse, è - senza esagerare- una delle più fervide penne comiche viventi del panorama italiano ed europeo- cazzo ho esagerato. Ha scritto delle cose meravigliose, di una poesia sottile e raffinata ma ha deciso avidamente di lasciarsi morire in una grigia stanza della redazione di Striscia la notizia a Milano Due. Se diventassi ricco e famoso mi piacerebbe un giorno dire a Carlo: hei ti porto io via di qui e gli farei fare un bel giro nel parco Lambro. L'avevo già fatto, ma lo faccio ancora: prendo spudoratamente dei pezzi di sue robette e le butto nel mio sito, così, alla vigliacca. Io fossi uno che ha cinque minuti, un occhio ce lo butterei. Chi ne vuole vedere altri: www.denei.it - la qualità di quel sito ci fa capire lo spessore del personaggio...

"Introduzione Ipocondria: motivi

Le origini della mia ipocondria vanno ricercate nell’infanzia. Allora non avevo ben chiari i meccanismi di nascita e morte, così, come tutti i bambini, facevo tante domande ai miei genitori. “Mamma, perché Totò è morto?” “Perché si è dimenticato di respirare.” Non so se questa battuta fosse un’invenzione di mia madre o se l’avesse sentita e riportata; certamente non apparteneva a Totò, ma è ancor più certo che io non l’ho mai usata con nessuno, tanto meno con un bambino! “Si è dimenticato di respirare…” Tremenda! Avevo circa otto anni, e da lì è iniziato il mio tormento. A volte le giornate della mia spensierata infanzia, si rannuvolavano improvvisamente: “Sto respirando? - mi domandavo - sì”. Ed il sereno tornava. Il mio ottimismo infantile era in grado di stracciare ogni paura permettendomi di uscire dal tunnel senza traumi. “Respirare è un piacere, - pensavo - dipende da me, io voglio respirare! Perché mai dovrei dimenticarmene?” Ed eccomi, quindi, pronto ad affrontare con serenità il mondo ed i suoi grandi misteri: “Mamma, perché la vicina di casa è morta?” “Perché il suo cuore s’è dimenticato di battere”.

2 Gennaio mercoledì, tristezza Oggi sono nervoso. Lo ammetto, non ho nulla che mi induca a pensare a qualcosa di brutto, però sento che vorrei litigare, essere polemico e, perché no, piangere. Forse sarà l’età (quarantacinque anni incominciano ad essere tanti, per un ragazzo), forse sarà la tristezza di gennaio, mese freddo e interminabile, né escludo la tristezza per non essere riuscito, neppure l’anno scorso, nell’intento di comprare una casa in campagna e lasciare per sempre questo appartamento in un condominio con vista sull’autostrada Genova-Savona. E dire che ormai sono quasi dieci anni che vivo qui. Solo l’Aci sa cosa ho respirato.

8 Febbraio venerdì, la paura fa 90 60 90 Ho una ghiandolina sotto la mammella sinistra. Poiché nel pomeriggio avevo un appuntamento con Pier per un controllo alle gengive, ho pensato di parlargliene. In fondo, me lo ha detto lui, è un medico laureato in medicina. Ha riso. Dice che sarei l’unico uomo al mondo col Tumore al seno. Accidenti, era l’unica cosa che non temevo!

24 Febbraio domenica, prove private Devo togliere le chiavi di casa alla fidanzata. Entra quando vuole e senza avvisarmi. Dice che ama farmi le sorprese, ma spesso mi spaventa. Oggi, ad esempio, m’ha beccato mentre piangevo. Non c’era niente da piangere, e poi io non piango mai. Era un’esercitazione. Lo faccio una volta all’anno per controllare che la sacca lacrimosa sia in ordine. Naturalmente non ha voluto credermi.

10 Marzo domenica ore 23,40, non si dorme Ore 00,20 Nulla da fare Visto che proprio non riesco, ho messo tre gocce di Minias sotto la lingua. Adesso riprovo. Buonanotte.

11 Marzo lunedì, che errore! E’ incredibile! Poco fa mi sono accorto che stanotte, ho preso per errore tre gocce di Novalgina e mi sono addormentato lo stesso. Ma che schifezze vendono?

17 Marzo domenica, piedi Ho un piede sudaticcio e azzurrino. E’ il sinistro, quello del cuore. (La signora Adriana dice che quello della fossa è il destro). Voglio sperare che sia colpa delle Nike.

18 Marzo lunedì, soliti errori Ho messo per errore tre gocce di Novalgina in un orecchio che ronzava. L’orecchio non ronza più, ma questa maledetta Novalgina è sempre in mezzo ai piedi. 5 Giugno mercoledì, una pausa… Non dovrei scriverlo ma oggi sto bene. Anche l’occhio che ballava, adesso è fermo. 10 Giugno lunedì, tristezza Ho il corpo di un ottantenne. L’ho capito guardandomi allo specchio con un paio di slip della ditta Kalvin Klein. Li ho comprati perché mi sembravano belli, invece è bello il modello che li indossa sulla scatola. Addosso a me fanno pena. Non cederò alle insistenze della mia ragazza che mi vorrebbe in palestra, ma devo decidermi a fare un po’ di attività fisica.

26 Luglio venerdì, orrore Stanotte abbiamo visto Gli artigli dello squartatore. La mia dolce metà m’ha detto: “L’ho già visto, ma voglio che lo veda pure tu. Ci tengo”. Grazie, ma come posso farle capire che certe pellicole mi rovinano l’esistenza? Ho preso il Valpinax.

9 Agosto venerdì, foglie morte Stasera siamo andati al Luxor Estate a vedere La notte dei morti viventi. La proiezione avviene in un parco tra gli alberi, molto bello. Purtroppo certi film rendono il luogo lugubre. Stavolta, verso la metà del secondo tempo, una foglia s’è staccata da un ramo e mi è caduta sul naso. Sfortunatamente, non mi sono accorto subito che si trattava di una foglia, così ho urlato. Hanno acceso le luci per capire cosa stesse accadendo. Ho dovuto confessare. La mia fidanzata era furibonda, io imbarazzato. Ma perché quella maledetta foglia non è caduta in autunno come le altre? 17 Agosto venerdì di paura Nonostante l’estate, lei continua a propormi i maledetti film da paura. Ieri sera, prima di coricarci, abbiamo visto in videocassetta Cimitero vivente. Se metto il dito indice davanti all’occhio destro e stringo un pochino l’occhio sinistro, riesco a non guardare senza che lei si accorga. La cosa che m’ha spaventato maggiormente di questo film, è stata la musica.

18 Agosto domenica, devo smetterla Stanotte ho dormito con un occhio solo. Sono ancora impressionato dalle musiche del film di venerdì sera. Lei è tornata a casa sua, e stanotte ero solo. Devo troncare. O con lei o con i film, altrimenti, quando mi verrà un infarto, troncherò con me.

13 Settembre venerdì, ferie Oggi sono rimasto a casa. Per risparmiare un giorno di mutua, ho preso ferie. Verso mezzogiorno, ora in cui solitamente esco per la pausa pranzo, s’è scatenato un violento temporale. Per fortuna non ero in strada a rischiare d’essere fulminato da un lampo.

30 settembre lunedì Promemoria: Ricordarsi di non mangiare più formaggini confezionati. Hanno detto alla radio che ci tritano dentro i manici degli ombrelli.

3 Ottobre giovedì di paura Oggi non sto male, sono intimorito. Niente di preciso, ho solo paura di non aver paura; un loop. Non so neppure che cosa mi spaventi, ma questo mi fa ancora più effetto. Nel pomeriggio, mentre camminavo per strada con la paura sotto il maglione, ho sentito nitidamente il cambio di passo del mio cuore. Maledizione: ha proprio cambiato passo come un cavallo spaventato.

30 Ottobre mercoledì, non ci riesco Ho ancora il buco nello stomaco alla Cocciante. E dire che avevo persino pensato di sposarla, quella lì. Ormai ho quarantacinque anni ed avrei voluto , anche per far sì che la data del mio matrimonio non sia troppo vicina a quella del mio funerale.

2 Novembre sabato, commemorazione dei defunti Ancora per quest’anno, non è oggi la mia festa, ma quanto durerà la pacchia?

13 Novembre mercoledì, penso troppo alla maledetta ex Tutta la mia felicità s’è liquefatta finendo in un fazzoletto di carta. Non avrei dovuto piangere sul Quattro barrato. Mentre singhiozzavo è salito il controllore, e non mi ha chiesto il biglietto. Così l’ho fatto vedere a un passeggero qualsiasi, che mi ha guardato con curiosità. L’onestà non interessa più a nessuno. Al di là di queste mie emozioni, devo annotare una cosa da non dimenticare in futuro: se piango, posso asciugare gli occhi, ma non soffiare il naso, perché in quel caso mi prendono forti vertigini. Poi a me non serve soffiare il naso, lo faccio perché lo vedo fare a chi piange. Devo smetterla di copiare. 8 Dicembre domenica, incidente Facendo l’albero di Natale, mi sono punto con un ago di abete. L’abete è finto, ma gli aghi sono veri.

17 Dicembre martedì, cose strane Devo ammettere che mi succedono le cose più strane. Oggi, tagliandomi le unglie delle mani, ho sentito male.

18 Dicembre mercoledì,senza fare una piega Esame del sangue ore 7,00. Ma perché, benedetti ospedalieri, non date qualche appuntamento anche alle cinque del mattino? Comunque, questa volta non ho fatto una piega; ho consegnato il braccio da martoriare e mi sono voltato dall’altra parte. Ormai mi considero un veterano. A lavorare non sono andato perché mi sentivo molto debole. Dopo un prelievo credo sia normalissimo.

19 Dicembre giovedì Il buco fatto per il prelievo è ok, però ho una macchia bluastra tutta intorno. Credo m’abbiano reciso un capillare. Incapaci!

Basta! Se volete leggere tutto, adoperatevi affinché venga pubblicato. "

 

di Andrea Di Marco | 22.01.2008

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