
Stavo pensando che...
Anche stare spaparanzato al sole dell’Egitto, con il venticello che ti titilla la voglia di non fare un cazzo non ti toglie la nostalgia di Novara, a novembre a meno 4. Non riesci a toglierti dalla testa l’immagine di quell’autostrada nebbiosa che ti porta a Malpensa e ti guarda mogia senza parlare ma che sottintende un rancore per il tradimento, una fidanzata isterica e delusa. Io sono andato una settimana in Egitto ed il senso del tradimento l’ho avvertito forte. E non potevo mica accettare che quelle distese di niente potessero essere sostituite così facilmente da mille luci e colori di quei volgari pinnacoli nella barriera corallina. Quei pesci vestiti così sgargianti per attirarti, troie sottomarine, testimoni dell’effimero non mi hanno distolto dal ricordo di Novara d’inverno, con così tante sfumature di grigio che ti senti un protagonista di uno sceneggiato degli anni settanta.
L’Egitto, il mar rosso, le infradito, la vacanza. Tutto dentro di me si rimescola e affiorano le contraddizioni del mio mondo, il contrasto tra la natura e la vita, le onde si infrangono al largo sul reef e ripenso al menù 2 hot dog, bibita e caffè 2 euro e mezzo dell’Ikea. C’è il deserto rosa sullo sfondo, rosa all’imbrunire che si stacca da un cielo di almeno tre blu diversi e pensi che tra le 15 e le 16 parcheggiare in centro può costarti fino a tre euro. Le contraddizioni si fanno più estreme, ripenso a quel mendicante di ieri pomeriggio senza entrambe le braccia, che teneva il barattolino delle offerte con i piedi e la bocca e penso dove potrebbe mettersi il braccialetto verde dell’all inclusive.
Ora niente più Egitto, finalmente a casa, basta maniche corte e pantaloncini, si torna ad un sovietico cappotto e scarponcini. Torno a Novara… ah no, belin che sfiga, son di Genova.
di Andrea Di Marco
| 24.11.2007