
Stavo pensando che...
Sono un eterno sedicenne, sto mettendo su un gruppetto. Di nuovo, l’ennesimo. Ci siamo io, Franco, Luciano e Bob. Cosa suoniamo? Musica degli anni ’50 per stare al passo. Come ci chiamiamo? “Oh, io ho un idea” dice Luciano, “chiamiamoci i Frank Masiello e i Lupi della notte”, perché? “boh, mi piaceva”, Bob suggerisce di fare qualcosa con le iniziali: i FABL… no. I LABF, no. I FLAB… mah, fanno cagare tutti. Io propongo “i Mimimmi” in onore dei terribili nemici autoctoni dei fascisti su Marte secondo Corrado Guzzanti, piace a tutti. Eccolì… si però… in effetti che cosa c’entra con la musica che facciamo? È vero, non c’entra un cazzo. Si entra ufficialmente nel vortice del delirio senza vie d’uscita. “I Gitanes”, “I Tirabaci”, “Pino Domanda e gli indecisi”, “Beethoven e gli amici dell’amplifon”, “quelli che coreggiano”, “I quattro dell’ave Marina Marina”, “I Bisbetici”, “Gli Storditi”, “Gli Sdentati”. È il momento buono, esce il meglio: I Superficiali, Gli Ignoranti, I Portasfiga, I Bastardi, Gli Stronzi, Le Merde: questi vanno bene tutti, quindi ancora niente. Dopo ore, giorni di nomi sto canticchiando in macchina una delle canzoni del repertorio: “tutti frutti” penso a noi ed ecco lì: i TUTTI BRUTTI, suona bene, mi piace, lo propongo agli altri, a loro piace, eccoci qua: i TUTTIBRUTTI, 50’s Doo-wop, Woogie’s and Rock’n’Roll. Già mi vedo. È bello quando gli anni passano senza passare. I Tuttibrutti suoneranno dal vivo tutti (quasi tutti) i venerdì a Genova al Noodles, chi passa di lì faccia un salto, ci vedrà un po’ brutti, un po’ mimimmi, un po’ BLAF, un po’ Gitanes, un po’ superficiali, un po’ merde…