
Stavo pensando che...
Piano piano mi sto avvicinando ai 100 anni, lentamente, ci vuole un po’ ma mi sto avvicinando. Non capisco quelli che a un novantenne dicono “complimenti”, non è mica una grande impresa, basta mettersi lì ed aspettare e dopo un po’ di anni ce la fai, se ne hai 20 ad esempio ce ne vogliono 80, se ne hai 30 ne bastano 70, addirittura se ne hai 90 bastano 10 anni ed è fatta, la matematica in questo caso aiuta. Ci vuole pazienza, tanta, ma non è difficile, bisogna semplicemente sforzarsi di non morire – ma spesso non dipende da te. Ecco magari basta a volte semplicemente dell’attenzione, se ti viene un infarto non conviene aspettare che passi, non passa. Sconsigliate sono le scorciatoie, andare a dormire nel frigo non serve, manomettere gli orologi nemmeno. Mia nonna è morta a 97 anni, ci teneva ad arrivare a 100, tantissimo. Così gli ultimi 3 anni le festeggiavamo il compleanno ogni 6 mesi, lo so è un po’ barare ma almeno se n’è andata senza recriminare, è terribile sotterare delle persone che recriminano, ti si rigira contro. E poi secondo me ci vuole anche un po’ di serenità nelle cose, se non arrivi a 100 e muori prima pazienza, va bene così, non è la morte di nessuno. Non sopporto i ragazzini che mi prendono in giro che sono anziano a 38 anni, tanto io fino a lì ci sono arrivato, tu faccia di cazzo non si sa. Il tempo, mi è sembrato di capire, va avanti senza fermarsi quindi è inutile recriminare, è come quei deficenti che quando l’arbitro assegna il rigore protestano all’infinito e finisce che si fanno espellere: se protesti che il tempo passa magari ci lasci la ghirba prima del tempo. Quindi io sto qui e finchè non muoio vivo. Mi mancano ancora 62 anni, ce n’ho da aspettare.
di Andrea Di Marco
| 14.08.2007