
Stavo pensando che...
Stavo pensando che non sto pensando molto. È caldo. Non ho voglia di fare un cazzo. È caldo ma l’idea di un po’ di arietta che mi accarezza la pelle dopo un po’ mi rompe. Quando è caldo stare bene mi mette male. Cioè per un po’ va bene ma poi dopo un po’ che palle, è caldo. Ecco come sono. Come sono? Sono sdraiato sul divano, il portatile ha sufficiente autonomia di batteria e attraverso un cuscino che ho posizionato sulla pancia mi trasmette tutto il suo calore e in queste situazioni mi piacerebbe un po’ meno affetto, mantenere un po’ di distacco, però poi dicono che sono polemico. Sul tavolino di fronte ho un bicchierone di acqua temperatura ambiente, ambiente caldo. Dalla finestra spalancata vedo la collinetta al buio, l’erba che suda, gli alberi che sbuffano, i grilli non cantano, le cicale qualcuna ci prova ma dopo un po’ si scazza. Una volta nel mio salotto c’era un geco, ora sta da quelli di sotto che hanno l’aria condizionata. Una zanzara mi ha punto e forse per una caldana ha vomitato tutto e questo sembra un racconto di Denei. Giro la testa per vedere se 5 centimetri più a destra fa sempre caldo: fa sempre caldo. Un bambino di 3 mesi piange come a dire se lo sapevo non venivo. Una mamma pensa se lo sapevo non venivi. E io che lo sapevo cosa c’entro? Vabbè, meno polemiche e mi metto qui sul divano a scrivere. Spalanco ancora un po’ la finestra e mi godo il caldo.
di Andrea Di Marco
| 25.07.2007