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Stavo pensando che...

Lo spettacolo “sono sceso alla prossima” non si farà, o quanto meno non si farà al teatro della tosse in quel periodo. Perché? Potrei trovare scuse tipo: siccome parteciperò ad una trasmissione su Italia1 è necessario che concentri le mie energie su quello, bah…non troverò scuse. La verità è che mi hanno squalificato il teatro fino a fine stagione per via degli incidenti e le violenze nel mondo del calcio. Eh si, se voglio posso fare lo spettacolo ma a porte chiuse. Diciamolo, questa sarebbe la morte del teatro. Non posso concepire spettacolo senza spettatori, il gusto dell’inchino al pubblico, senza sarebbe un inutile mettersi a novanta. E allo stesso modo come sarebbe uno spettacolo con il pubblico ma senza nessuno in scena, ci sarebbe quanto meno imbarazzo, chi decide di far partire l’applauso, in base a che cosa? Sarebbe una scena patetica come l’applauso al pilota durante gli atterraggi, parentesi: perché il pilota non viene mai davanti ai passeggeri a far un inchino? Ma se siamo arrivati a questa situazione è anche per colpa di noi che facciamo spettacolo, è colpa delle parolacce continue che diciamo, è colpa dei continui conflitti all’interno delle rappresentazioni. Diciamolo una volta per tutte basta con i fratricidi, gli omicidi passionali, basta otelli, riccardi terzi ecc. Poi è chiaro che il pubblico pagante diventa sempre più violento- ancora di ieri la notizia di un attore letteralmente lapidato per aver una dizione confusa. Torniamo algi spettacoli leggeri, l’avanspettacolo, le rappresentazioni goliardiche, le flatulenze e i meteorismi che fan tanto allegria e finalmente vedremo tornare a teatro le famiglie e i bambini.

 

di Andrea Di Marco | 15.02.2007

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