
Stavo pensando che...
Il Genoa
Ho letto un bellissimo brano che parla del genoa, vorrei averlo scritto io, ma è di Davide Paniate. "Vivere lontano dalla propria città non è facile per nessuno, se poi questa città è Genova lo è ancora di più, se in più il tuo cuore, calcisticamente parlando, batte per il grifone, beh allora si deve avere davvero una grande forza interiore. Sabato 17 ottobre non era il mare quello che mancava qua nella grigia milano, mancava l’aria da evento che si respirava sin dalle prime luci dell’alba nel capoluogo ligure, aria respirata per anni e anni i giorni dei derby, del liverpool, delle promozioni dei contratti lanciati all’ultimo minuto per accapparrarsi uno dei più forti centravanti di sempre . Sono quei giorni che ti svegli e dai subito uno sguardo alla tua sciarpa rossublù come a dirle “sei pronta?...” è la sciarpa che da sempre ti accompagna in riva all’umido Bisagno, quella che ha visto far gol Nappi, Quaggiotto, Pruzzo e Testoni, quella che ha asciugato le tue lacrime di gioia e quelle di disperazione, quella che la mamma voleva lavarla ma guai che si staccano gli adesivi, quella che è stata immortalata in qualche sciarpata quando lo stadio era senza copertura e successivamente quando era a metà, un cantiere per italia 90, la stessa che adesso è con me a Milano e vive solo sporadicamente l’aria del Ferraris ma non per questo dai colori attenuati. È lei che avevo tra le mani quando lo sfortunato Modesto, così è stato apostrofato dal cronista televisivo, sentendomi un po’, scusate la sincerità, preso per il culo, ha deviato la palla in rete su tiro (tiro?) di Cambiasso, sempre lei ho lanciato quando Stankovic ha fatto gol da centrocampo, raccolta con rispetto e sguardo di scuse è lei che ho riposto a fine partita come sempre in bella mostra vicino al televisore. Televisore che è rimasto acceso e ha continuato a mandarmi immagini e suoni di quella serata, immagini e suoni che mi hanno convinto a spostare per alcuni giorni la sciarpa, non di nasconderla, no,anzi, metterla fuori dalla finestra in bella mostra, in modo che il mio vicino Paolo la possa vedere, che la vedano i miei amici milanesi che da sabato mi salutono a piena mano muovendo le ditine, a quelli che rispolverando un antico jovanotti mi chiedono un five di simpatia, per tutti gli sms ricevuti dagli amici di Zelig (cazzo sono tutti interisti!), per tutti quelli che mi danno solo appuntamento alle 5, per chi cerca di consolarmi, per chi mi dice che siamo finiti, per chi mi guarda come per dire “cosa volevate pretendere?”, per tutti loro c’è la mia sciarpa rossoblu, ci sono gli applausi di marassi alla squadra e al mr, c’è la voglia di cantare nonostante la sconfitta, c’è la Nord, c’è un modo di essere tifosi e di amare la propria squadra che solo i genoani possono avere, un amore che da queste parti se lo sognano, un tifo che come si dice “voi non l’avete mai visto…” tifosi ai quali si è fieri di appartenere, tifosi grazie ai quali, anche per chi come me vive nella nebbia, si espone la sciarpa rossoblu anche quando si perde. Perchè sinceramente non possono capire cosa vuol dire essere genoani… Ora però la tiro dentro, ha iniziato a piovere, lascereste mai qualcosa di caro sotto l’acqua? Forza Genoa!"
di Andrea Di Marco
| 24.10.2009